Il 24 settembre 2025 in una delle splendide sale di Palazzo Strozzi, alla presenza di autorità cittadine e di una nutrita schiera di giornalisti è stata ufficialmente inaugurata la mostra dedicata all’intensa ed esemplare produzione artistica del Beato Angelico (1395/1455), sotto la direzione di Carl Brandon Strehlke.

Dopo un febbrile lavoro lungo quattro anni, in cui hanno unito le loro forze in piena sinergia la Fondazione Palazzo Strozzi, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze ,la Direzione dei Musei Nazionali della Toscana e del Museo di San Marco, con il supporto del Ministero della Cultura, delle istituzioni pubbliche e private, la comunità fiorentina in primis dal 26 settembre potrà ammirare le 150 opere provenienti dai suddetti musei, fondazioni e collezioni private, delle quali alcune mai viste prima e riportate alla luce da abili ed esperte mani grazie all’ausilio della tecnologia e al sostegno economico degli sponsor, mentre 70 provengono da tutto il mondo per “riunire quello che era disperso a beneficio di tutti” e “per dialogare con le altre istituzioni della città, come ha affermato la sindaca Sara Funaro, affinchè il sistema pubblico e privato possano favorire lo sviluppo di competenze, capaci di esprimersi e realizzare opere uniche, inimitabili e di tutelare il patrimonio della città, definita a pieno titolo “culla” del Rinascimento, di cui il Beato Angelico è un illustre esponente, anche se nelle sue opere si possono ravvisare elementi del periodo tardo-gotico. Marsilio Ficino, come ha ricordato il presidente Giani ,ha definito il Beato Angelico maestro del colore ed alla luce, che, che in lui trascende la “fisicità” dell’immagine in un atto di sublimazione, che eleva l’osservatore ad un piano di misticismo puro e catartico, ammirato e rapito dall’uso sapiente dell’oro, che esalta la preziosità della narrazione iconigrafica tra spiritualità e innovazione, dalla funzione prospettica del paesaggio, che fa dell’artista un preconizzatore ed un influencer ante litteram.

La mostra in senso cronologico parte dal Museo di san Marco, dove il frate di Fiesole ha iniziato la sua attività producendo opere per il suo ordine e prosegue a Palazzo Strozzi secondo un itinerario che si snoda e tocca i Palazzi che sono il simbolo politico e culturale della città. Tra le opere esposte spicca L’Annunciazione, fulgido esempio della contemporaneità con il Rinascimento, mentre nel Museo di san Marco ci si può estasiare davanti al Tabernacolo dei Linaioli, opera eseguita su commissione della Corporazione, primo esempio di mecenatismo culturale, di sensibilità ,oltre che di prestigio e di potere. L’importanza e la risonanza mondiale .che la mostra avrà attraverso gli organi di stampa di tutti i continenti, determineranno una portata positiva e una ricaduta sull’economia del territorio cittadino, che sarà meta di un turismo di qualità,, con una particolare attenzione ai giovani, per i quali sono previste visite guidate gratuite al fine di avvicinarli alle bellezze del luogo e sviluppare il senso di appartenenza alla comunità per una maggiore consapevolezza dei numerosi ed inestimabili beni da tutelare e da tramandare ai posteri. La mostra chiuderà i battenti a gennaio 2026.
Anna Romano



