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Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina

da | 10 Luglio 2025

Prosegue fino al 18 luglio nella sede della Giunta Regionale della Toscana, a Palazzo Sacrati Strozzi, in Piazza del Duomo a Firenze, la mostra Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina, organizzata dalla Fondazione che reca il nome dell’Artista viareggino con il sostegno della Regione Toscana. Si tratta dell’esposizione itinerante – poi proseguirà in varie sedi della Toscana – della selezione di 53 opere, fra dipinti e disegni, raffiguranti paesaggi, darsene, marine, cantieri, ritratti, nature morte, realizzate tra gli anni ’30 e gli anni ’80 del Novecento per raccontare il cammino artistico di Alfredo Catarsini (Viareggio 1899-1993).

Oltre alla sorpresa di un piccolo nucleo di dipinti di Catarsini recentemente ritrovati sul mercato, la mostra si presenta con caratteristiche per certi versi rivoluzionarie perché l’intero percorso espositivo è accessibile anche ai visitatori con disabilità visiva grazie al progetto pluriennale della Fondazione Catarsini denominato “L’Arte accessibile per tutti”, che si avvale della metodica ideata e messa a punto dalla Fondazione, attuata sin dal 2022 nei totem e nelle tappe del Cammino I luoghi di Catarsini e utilizzata anche durante l’ultima edizione del Carnevale di Viareggio e in percorsi museali.

Catarsini e Firenze

La prima volta fu nel 1928, nei Chiostri di Santa Maria Novella, in occasione della Prima mostra regionale d’arte toscana. L’ultima fu nel 1992 all’Istituto Francese nell’estate del 1992.

Quella tra Catarsini e Firenze è la storia di una lunga e proficua collaborazione poiché nell’arco di 64 anni, infatti, l’Artista ha esposto le sue opere per ben 30 volte nel capoluogo toscano, in prestigiose sedi fiorentine come i suddetti Chiostri di Santa Maria Novella, gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Parterre fino a Palazzo Strozzi, dove nel 1981 fu protagonista di una memorabile mostra personale con oltre 200 opere.

Dopo la sua scomparsa, nel marzo del 1993, le sue opere furono ammirate solo una volta a Firenze: accadde a gennaio 2005, quando la sua mostra postuma “Il pittore toscano dell’emozione” si tenne a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana. Tra l’altro una delle opere esposte – l’Autoritratto del 1934 – non tornò mai a Viareggio, in quanto fu donata alla Galleria degli Uffizi ed entrò a far parte della famosa collezione degli Autoritratti, unica in tutto il mondo.

Dopo la nascita della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS nell’estate del 2020, sono già tre le mostre dell’Artista viareggino che si sono tenute a Firenze.

La prima risale all’inverno 2023 all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, in via Orsanmichele e si intitolò L’Artista allo sopecchio. Alfredo Catarsini: autoritratti dal 1930 al 1985. Si trattò di una mostra monotematica, giacché furono messi in mostra – e a confronto – ben 25 Autoritratti di Catarsini, realizzati con varie tecniche e in un arco di tempo assai lungo, a tal punto da rivelarsi una testimonianza grafica degli anni che inesorabilmente trascorrevano lasciando segni indelebili sul volto dell’Artista.

Meno di due anni dopo, nel novembre 2024, fu la sede degli uffici regionali dei consulenti finanziari e wealth manager di Azimut, in Piazza della Signoria, a ospitare fino a gennaio una mostra di dipinti di Catarsini, di fatto rendendo anche visitabile al pubblico un palazzo privato noto a tutti, ma pressoché sconosciuto al suo interno. Anche questa iniziativa, come la precedente, fu contrassegnata dal successo e dal generale interessamento per l’opera di Catarsini, che aveva attraversato – dipingendo – quasi tutto il “secolo breve”.

Adesso una nuova iniziativa nel palazzo simbolo della Regione Toscana, ma con un una motivazione in più, cioè quella di offrire ai visitatori – comprese le persone con disabilità visiva – degli strumenti per poter “vedere” la mostra utilizzando sensi diversi da quello della vista.

Vietato non toccare! Il grande progetto per l’accessibilità

L’accessibilità alla mostra è garantita da descrizioni adattate e da audioguide in italiano e in inglese scaricabili tramite codici QR (posizionati sul banner e i manifesti all’ingresso della mostra e sui cartellini di ogni opera esposta), che accompagnano il visitatore attraverso il percorso espositivo, che possono effettuare autonomamente e in sicurezza ascoltando l’audio guida e le opere offrendo modalità di fruizione alternative alla vista.

Ma c’è di più: vi sarà la possibilità di leggere tattilmente – cioè toccare – alcune delle opere esposte creando un contatto fisico che arricchisce l’esperienza sensoriale approfondendo la comprensione di materiali e forme. Rendere le opere tangibili sottolinea l’importanza di un approccio diretto all’arte, promuovendone l’accessibilità in contrapposizione a una fruizione puramente visiva e contemplativa.

Tuttavia a causa della loro fragilità o per esigenze di conservazione, alcune opere esposte non possono essere toccate direttamente o sono protette da vetro. Per questo è stato creato all’interno della mostra uno spazio speciale chiamato Laboratorio esperienziale. In esso, i visitatori possono sperimentare la metodica della Fondazione Catarsini: innanzitutto ascoltare la descrizione adattata dell’immagine, in italiano o in inglese. Questo approccio è pensato appositamente per trasmettere informazioni necessarie sull’aspetto dell’opera originale (misure, ambientazione, tecnica, colori), ma anche sulla reinterpretazione in alto rilievo scultoreo, permettendo a chi non può vederla, almeno di “immaginarla” prima di esplorarla tattilmente.

Quindi si può “leggere con le mani” un alto rilievo scultoreo che è stato realizzato dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona prendendo ispirazione da una delle opere di Alfredo Catarsini in mostra a Palazzo Sacrati Strozzi. L’alto rilievo è una riproduzione tridimensionale semplificata realizzata, nel nostro caso, in dimensioni originali, e il visitatore è guidato dal sonoro per orientarsi e comprendere l’immagine riprodotta.

In definitiva, i Laboratori esperienziali allestiti dalla Fondazione Catarsini offrono un’alternativa tattile per quelle opere che, per varie ragioni non possono essere esplorate tattilmente, garantendo comunque a tutti i visitatori la possibilità di interagire con l’arte attraverso il tatto e l’udito al fine di conciliare l’accessibilità con la conservazione del patrimonio artistico.

 

Cinque anni di Fondazione

Nata alla fine di giugno del 2020, con l’intento di studiare e valorizzare l’opera di Alfredo Catarsini, la Fondazione che porta il suo nome «si è ritrovata presto “in cammino”, alzando continuamente l’asticella dei propri obiettivi, puntando dritta all’abbattimento di quelle barriere che ancora impediscono la piena accessibilità ai luoghi dell’arte, soprattutto alle persone con disabilità visiva» scrive Elena Martinelli nella prefazione del catalogo.

Si è trattato di un lungo periodo di idee, proposte, successi e tante speranze, sempre nella logica di obiettivi concreti, fattibili e utili.

Infatti, dopo i primi due anni trascorsi tra mostre e convegni dedicati all’artista viareggino, alla fine di marzo 2023, in collaborazione con il Touring Club Italiano, è nato il Cammino i luoghi di Catarsini, percorso che abbraccia Lucchesia e Versilia, percorribile in autonomia, con qualsiasi mezzo, che attualmente comprende 8 tappe con 10 sedi espositive (ma presto aumenteranno di numero) dove si incontrano le testimonianze dell’opera dell’Artista. La particolarità del Cammino è che può essere compiuto anche da persone con disabilità visiva grazie ai totem posizionati in ogni tappa che, attraverso i codici QR, permettono l’ascolto di informazioni legate all’opera di Catarsini, ma anche alla storia, al paesaggio, all’enogastronomia del luogo.

Inoltre, in cinque delle tappe del Cammino sono allestiti dei Laboratori esperienziali per persone con disabilità visive, ognuno con un’opera tattilmente esplorabile che reinterpreta un’opera esposta di Catarsini allestiti con elaborati realizzati dagli studenti partecipanti al XXII e XXIII premio Catarsini. In definitiva, il Cammino I luoghi di Catarsini è una grande mostra diffusa permanente di una cinquantina di opere dell’Artista, oggi fruibili da un pubblico più vasto che in passato.

Senza contare che il Premio Catarsini – riservato agli studenti maggiorenni dei licei artistici e degli istituti superiori della regione e che è giunto alla XXIII edizione – dal 2024 segue un criterio legato alla scoperta e valorizzazione dei giovani talenti chiamati a realizzare opere che reinterpretano dipinti di Catarsini ma in forma tridimensionale che, unitamente alle audiodescrizioni, si prestano a una lettura tattile da parte dei non vedenti. Queste opere in due anni sono state ammirate, tra le altre sedi, anche in Regione, nelle gallerie private, nella Chiesa di San Martino in Freddana, al Museo Omero di Ancona, e oggi costituiscono l’oggetto imprescindibile dei suddetti Laboratori esperienziali disseminati lungo il Cammino I luoghi di Catarsini.

L’esperienza conseguita durante la messa a punto del Cammino, unitamente ad altre iniziative – come le descrizioni adattate e audioregistrate dei carri allegorici durante l’ultima edizione del Carnevale di Viareggio e i percorsi museali resi accessibili – e al coinvolgimento dell’Ordine dei giornalisti e di quello dei medici, tanto per citarne alcuni, hanno permesso di acquisire un prezioso know how relativo all’accessibilità nei luoghi della cultura, con l’obiettivo di creare un senso di inclusione e partecipazione attiva, offrendo momenti che spaziano dalla cultura all’attività fisica, dalle emozioni alla socializzazione, il tutto in piena autonomia.

 

INFO MOSTRA
Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina
mostra itinerante
Fino al 18.07.2025
Ingresso libero
Orario: da LU a VE ore 10-12.30 e 14-16.30, SA ore 10-12.30
Per info e prenotazioni sulle visite guidate
telefonare al numero della Fondazione Catarsini 342.1684031
Palazzo Sacrati Strozzi
Piazza del Duomo 10, Firenze
Info e prenotazioni: 055.4385616
www.fondazionecatarsini.com

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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