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Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950, la mostra promossa per l’estate 2025 dalla Fondazione Giorgio Conti e allestita a Palazzo Cucchiari di Carrara

da | 9 Settembre 2025

C’è un grande interesse intorno per In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950, la mostra promossa per l’estate 2025 dalla Fondazione Giorgio Conti e allestita a Palazzo Cucchiari di Carrara fino a domenica 26 ottobre 2025.

Un interesse tale che – in occasione dell’edizione 2025 del “con-Vivere Festival” di Carrara – ha spinto gli organizzatori a decidere anche per giovedì 11 settembre il prolungamento straordinario dell’apertura pomeridiana-serale della mostra fino alle ore 23, come già accade nelle serate di venerdì e di sabato.

Quindi il prossimo fine settimana (giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 settembre) la grande mostra curata da Massimo Bertozzi sarà visitabile la mattina dalle ore 9,30 alle 12,30 e, dopo la pausa, ininterrottamente dalle 16 fino alle 23; la domenica ore 9.30-12.30 e 16-20.

 

Tante opere mai viste

Come già accaduto in passato, una delle eccellenze delle mostre di Palazzo Cucchiari di Carrara, curate da Bertozzi, è legata alla scelta delle opere da porre in mostra. Perché un conto è ottenere temporaneamente in prestito un dipinto o una scultura da un museo, dove questa può essere sempre ammirata; un altro invece è poter contare sull’esposizione di un’opera proveniente da una collezione privata, dove è assai più difficile poterla vedere.

In questo secondo caso, i meriti del promotore della mostra temporanea e del curatore sono innegabili ed è per questo che la mostra In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950 va considerata anche come un vero e proprio “regalo” che la Fondazione Giorgio Conti annualmente fa agli amanti della cultura, e dell’arte in particolare.

Riuscire a portare nella bella sede di Palazzo Cucchiari di Carrara, opere facenti parte di collezioni private che hanno sede magari in zone ben distanti dal capoluogo toscano, è tra i meriti più alti di chi produce cultura, perché aiuta la conoscenza ed educa al piacere dell’arte.

La mostra

L’esposizione si articola in quattro diverse sezioni (“Svaghi e ricreazioni del quotidiano”, “Crescere e imparare: un gioco da ragazzi”, “Intrattenimenti e spettacoli: l’invenzione del tempo libero” e “Sfide, competizione e destino”) e propone in mostra circa 110 opere – tra le quali alcune sculture in bronzo e legno – di un’ottantina di artisti, 56 dei quali “mai entrati” a Palazzo Cucchiari, che ancora una volta si conferma come uno dei templi delle mostre temporanee dedicate al Novecento.

La quantità di opere e di artisti presenti in mostra, fa pendant con la qualità di essi: tanto per fare qualche riferimento, da non perdere Le bambine che fanno le signore, un olio su tela del 1872 dipinto da Silvestro Lega e che giunge dall’Istituto Matteucci di Viareggio; così come La carrozzella che Carlo Carrà dipinse nel 1916 e che giunge dal MART di Rovereto; oppure il ritratto di Cesare Lionello, del 1911, dipinto da Felice Casorati; o ancora Il Baraccone da fiera di Alberto Capogrossi, prestato dalla Presidenza della Repubblica, e Gli zingari di Massimo Campigli; infine, di particolare interesse risultano le sculture presenti in mostra tra le quali si segnalano il Cantante a spasso di Medardo Rosso e la Ballerina di Giacomo Manzù del 1938, il Nuotatore di Marino Marini, il Lottatore di Emilio Greco e il Marciatore di Francesco Messina.

In definitiva quello confezionato dallo staff di Palazzo Cucchiari, è una sorta di “parco divertimenti” raccontato da un corpus di opere che si dipana dai bambini che imitano i grandi dei dipinti di Lega o Gioacchino Toma, e dai ragazzi a volte orgogliosi, a volte delusi dei propri giocattoli in quelli di Fausto Pirandello o di Riccardo Francalancia; dove persistono i giochi tradizionali, come quello del cerchio, ancora vivo nei dipinti di Massimo Campigli dove si insinua il “mondo in miniatura” dei giocattoli raffigurato da Casorati e Corrado Cagli, e poi il mondo arcaico dei “giocolieri” professionisti, della gente del circo e delle maschere del carnevale, immortalato da Mosè Bianchi e Gino Severini, da Capogrossi e Alberto Donghi fino a Primo Conti e Antonio Ligabue. Per finire con l’attualità dello sport e delle sfide alla sorte, con i dinamismi futuristi di Mario SironiGerardo Dottori e Roberto Iras Baldessari, le verità moderne di Carrà, la giocosa plasticità di Medardo Rosso e gli ardimenti fisici di Francesco Messina e di Marini.

 

INFO MOSTRA
Fondazione Giorgio Conti
IN GIOCO. ILLUSIONE E DIVERTIMENTO
NELL’ARTE ITALIANA 1850-1950
A cura di Massimo Bertozzi
Fino a 26.10.2025
Palazzo Cucchiari, via Cucchiari 1, Carrara
Orari fino al 14.09.2025: MA-ME-GI-DO ore 9,30-12,30 e 16-20; VE-SA ore 9,30-12,30 e 16-23. Dal 16.09.2025 al 26.10.2025: MA-ME-GI-DO ore 9,30-12,30 e 15-20; VE-SA ore 9,30-12,30 e 15-21. Chiusa LU.
Ingressi: € 12; ridotto € 10; gratuito giovani fino a 18 anni, portatori di handicap, giornalisti con tesserino nazionale.
Tel. +39 0585 72355
info@palazzocucchiari.it
www.palazzocucchiari.it

 

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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