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Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino, la rappresentazione del paesaggio

da | 5 Luglio 2025

 

Da qualche giorno, al secondo piano della Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino, è possibile visitare – nel normale percorso di visita museale, ma in un nuovo allestimento – la piccola sala dedicata alla rappresentazione del paesaggio.

Infatti, la Direzione del museo ha deciso di dedicare l’intero spazio ai dipinti di Alessio De Marchis – di cui la maggior parte appartenuti originariamente alla collezione Albani – grazie alla generosità di Intesa Sanpaolo SpA, che nel 2025 ha trasferito in comodato a Palazzo Ducale un cospicuo gruppo di opere che arricchisce ulteriormente la fruizione e la conoscenza dell’arte e della cultura del territorio marchigiano. Così, alle tre opere di De Marchis, già patrimonio della galleria urbinate, se ne aggiungono adesso altre dieci, incluse quelle recentemente esposte.

Tra i massimi paesaggisti del Settecento italiano, Alessio de Marchis nacque a Napoli nel 1675. Si trasferì a Roma a soli 8 anni e nella capitale pontificia fu avviato alla pittura di paesaggio da Rosa da Tivoli (pittore tedesco del periodo barocco), rimanendo affascinato dai modi di Gaspard Dughet (artista romano, ma con origini francesi) e lasciando dipinti oggi perduti, come gli affreschi nel Palazzo Ruspoli al Corso e le opere per la famiglia Theodoli.

Nel 1721 De Marchis ebbe delle noie con la legge e finì in prigione fino al 1728, quando fu liberato per intercessione del cardinale Annibale Albani, che lo volle a Urbino per decorare il palazzo di famiglia. In questa città, come più tardi a Perugia, dipinse per le famiglie gentilizie più importanti.

Il paesaggio, raffigurato per secoli solo come sfondo nei dipinti di soggetto religioso o nei ritratti, nel corso del Seicento diviene un vero e proprio genere autonomo con le opere di Paul Brill e Annibale Carracci e con la nascita di una committenza non religiosa. Il De Marchis alternò paesaggi dalla perenne serenità e chiarezza, in armonia con un ambiente pastorale tipicamente agreste, ad altri dedicati alla natura aspra e selvaggia, raffigurata da rocce a strapiombo, cascate, notturni lunari e incendi, che anticipano il romanticismo.

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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