In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata presenta per la prima volta al pubblico il Cofanetto da Belmonte Piceno, prezioso manufatto d’avorio e d’ambra risalente a metà del VI secolo avanti Cristo, che per l’occasione dal 27 settembre 2025 fino al 6 gennaio 2026 sarà visibile nel Salone delle feste del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a Palazzo Ferretti di Ancona, grazie alla collaborazione fra la suddetta Soprintendenza e la Direzione regionale Musei nazionali Marche.

La presentazione ai media dello straordinario pezzo archeologico è in programma venerdì 26 settembre, alle ore 10.30 nell’Auditorium del M A N Marche di Ancona, alla presenza di Giovanni Issini (Soprintendente ABAP AP-MC-FM), Luigi Gallo (Direttore regionale Musei nazionali Marche), Ivano Biscioni (Sindaco di Belmonte Piceno), Diego Voltolini (Direttore M A N Marche), Joachim Weidig (Direttore scientifico delle ricerche a Belmonte Piceno).
A seguire, sabato 27 settembre, alle 18 sempre nell’Auditorium del M A N Marche e Salone delle Feste e a ingresso gratuito, è prevista la conferenza pubblica di presentazione del Cofanetto da Belmonte Piceno, cui interverranno, oltre ai direttori Voltolini e Weidig, anche Francesco Belfiori (Funzionario archeologo SABAP AP-FM-MC) e Nicola Bruni (Funzionario restauratore).
Da segnalare che sempre sabato 27 l’accesso al percorso espositivo del M A N Marche e al Salone delle Feste con il Cofanetto da Belmonte Piceno dalle 19.30 alle 23.30 sarà al costo simbolico di 1 € per l’apertura serale straordinaria delle Giornate Europee del Patrimonio.
L’evento di presentazione del cofanetto sarà inoltre l’occasione per vedere riunite le altre preziose ambre figurate da Belmonte Piceno, in parte già esposte presso il M A N Marche e presso il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno.
«Dopo un importante lavoro di restauro e di studio – afferma il Soprintendente Issini – il Cofanetto da Belmonte Piceno viene presentato per la prima volta non solo ai cittadini delle Marche, ma anche alla comunità scientifica nazionale e internazionale, che nei prossimi anni potrà sviluppare ulteriori ricerche e approfondimenti su questo straordinario reperto. Si tratta senza dubbio di uno dei rinvenimenti più significativi avvenuti nelle Marche negli ultimi anni. Per questo, insieme al Direttore di Palazzo Ducale di Urbino – Direzione regionale Musei nazionali Marche, Luigi Gallo, abbiamo ritenuto opportuno renderlo accessibile e visibile al pubblico presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a partire dalle Giornate Europee del Patrimonio. Un ringraziamento particolare va ai funzionari e al personale della Soprintendenza che, dal 2018 a oggi, hanno programmato e portato avanti con competenza le complesse attività di tutela del Cofanetto da Belmonte Piceno, fino al recente rimontaggio concluso nelle scorse settimane».
«La prima presentazione al pubblico di un’opera meravigliosa come il Cofanetto da Belmonte Piceno – aggiunge il Direttore Gallo – è un momento importante per il patrimonio archeologico marchigiano e nazionale. Tutelare, conservare e valorizzare sono gli obiettivi che il Ministero della Cultura persegue attraverso le diverse strutture che operano sul territorio: ed è proprio la collaborazione fra istituti ministeriali (Palazzo ducale di Urbino-Direzione regionale Musei nazionali Marche e Soprintendenza ABAP AP-MC-FM) che permette di restituire al grande pubblico e alla comunità scientifica questo prezioso frammento di passato, capace di esprimere la potenza di una bellezza senza tempo. A questo scopo la Direzione regionale Musei nazionali Marche ha messo a disposizione la sede del M A N Marche a Palazzo Ferretti ad Ancona, nella sua funzione di luogo che custodisce e racconta la pluralità delle Marche nell’antichità, per valorizzarne la storia millenaria e per invitare ad andarla a scoprire nei tanti luoghi della cultura diffusi sul territorio».
«Nel 1863, appena dopo l’Unità d’Italia, al Comune di Belmonte fu aggiunto il toponimo “Piceno” per distinguerlo da altri Belmonte sparsi nella nazione – sottolinea il Sindaco Biscioni –. Si potrebbe dire il destino di un nome oppure, per dirla in latino, nomen omen. Successivamente, circa mezzo secolo dopo, nel territorio belmontese è stata rinvenuta una delle più importanti necropoli di epoca picena. Questa la premessa che mi ha motivato nell’intraprendere, con tutti i mezzi e le risorse possibili, un percorso per far diventare Belmonte Piceno un faro nell’archeologia delle Marche. Tante iniziative si sono succedute, ma la più importante è stata la riapertura degli scavi archeologici nel 2018, sempre in collaborazione con la Soprintendenza, dove è emerso il prezioso e unico cofanetto in avorio e ambra. Gli scavi di concessione sono stati finanziati principalmente dal Comune di Belmonte Piceno come ulteriore dimostrazione dell’interesse intorno alla storia dei nostri progenitori. Questo lungo percorso, che non è terminato, ma è appena iniziato, ha portato all’esposizione temporanea del prezioso manufatto presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, per dare l’opportunità di ammirare un unicum emerso grazie a un lavoro caparbio e ostinato del Comune che rappresento».



