In occasione delle “Giornate Europeee del Patrimonio”, che tradizionalmente si tengono l’ultimo weekend di settembre, la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ha deciso di prolungare di un giorno l’apertura della mostra Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina, allestita nella suggestiva sede del Fortilizio della Cittadella di Pisa, tappa pisana (dopo Firenze e Viareggio) dell’esposizione itinerante resa interamente accessibile anche a persone con disabilità visiva, realizzata grazie al sostegno della Regione Toscana”, patrocinata da quest’ultima e dal Comune di Pisa, e che occupa tutti e quattro i livelli della torre che campeggia sull’antico edificio.
In pratica la mostra resterà aperta anche per l’intera giornata di sabato 27 settembre con orario 10-13 e 16-19, sempre con ingresso libero.
Inauguratasi lo scorso 5 settembre alla presenza di Filippo Bedini (Vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Pisa), Elena Martinelli (Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS) e di Cristina Acidini (Presidente dell’Accademia delle Arti del disegno di Firenze), nel suo essere “itinerante”, la mostra sta contribuendo alla riscoperta di artisti che hanno animato l’arte toscana del Novecento.
Per esempio lo scorso 12 settembre, organizzata in collaborazione con il Circolo Filippo Mazzei, si è tenuta al Fortilizio una conferenza – cui sono intervenuti Alessandro Tosi (Direttore scientifico del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, Università degli Studi di Pisa) e Rodolfo Bona (storico dell’arte e curatore del catalogo della mostra) – durante la quale è stata ricordata, tra le altre, la figura di Alessandro Volpi, artista pisano che, come Catarsini, ha attraversato tutto il “secolo breve”.

L’esposizione
Arricchita e completata dal catalogo con i testi del Presidente della Regione Eugenio Giani, di Elena Martinelli, Cristina Acidini, Lucia Mannini, Rodolfo Bona, Gloria Chiarini, Elena Pontiggia, Sandro Gorra e Claudia Menichini, la mostra itinerante propone una selezione di una cinquantina di opere – fra dipinti e disegni – raffiguranti paesaggi, darsene, marine, cantieri, ritratti, nature morte – realizzate tra gli anni ’30 e gli anni ’80 del Novecento per raccontare il cammino artistico di Alfredo Catarsini, partito da dipinti di derivazione macchiaiola e postimpressionista e proseguito attraverso esperienze segnate dal gusto dei primitivi e dal richiamo all’ordine, per approdare alle forme volumetriche e plastiche degli anni Trenta e alle grandi composizioni a soggetto storico e religioso realizzate fra 1936 e 1948.
Nel secondo dopoguerra il suo percorso è caratterizzato da sperimentazioni, con le opere del periodo del suo Riflessismo, da rotture formali e dalla temperatura espressiva in cui si è incubato il realismo esistenziale italiano degli anni Cinquanta.
Quindi a partire dal 1948, Catarsini sviluppa una nuova forma espressiva incentrata sul difficile rapporto tra natura, uomo e macchina – ribattezzato Simbolismo meccanico e caratterizzato da pitture che raffigurano complessi ingranaggi -, un tema divenuto sempre più urgente nel secondo dopoguerra e oggi di grande attualità.
Una mostra completamente accessibile
L’intero percorso espositivo de Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina – dall’ingresso fino all’ultima opera dell’ultima sala – è accessibile anche ai visitatori con disabilità visiva grazie al progetto pluriennale della Fondazione Catarsini denominato “L’Arte accessibile per tutti”, che si avvale della metodica ideata e messa a punto dalla Fondazione, attuata sin dal 2022 nei totem e nelle tappe del Cammino I luoghi di Catarsini e utilizzata anche durante l’ultima edizione del Carnevale di Viareggio e in percorsi museali.
L’accessibilità è garantita da descrizioni adattate e da audioguide in italiano e in inglese scaricabili tramite codici QR (posizionati sul banner e i manifesti all’ingresso della mostra e in corrispondenza di ogni opera esposta), che accompagnano il visitatore attraverso il percorso espositivo, che possono effettuare autonomamente e in sicurezza ascoltando l’audio guida in italiano e in inglese, offrendo quindi modalità di fruizione alternative alla vista, grazie alle descrizioni adattate di ogni opera esposta.
Ma c’è di più: vi sarà la possibilità di leggere tattilmente – cioè toccare – alcune delle opere esposte creando un contatto fisico che arricchisce l’esperienza sensoriale approfondendo la comprensione di materiali e forme. Rendere le opere tangibili sottolinea l’importanza di un approccio diretto all’arte, promuovendone l’accessibilità in contrapposizione a una fruizione puramente visiva e contemplativa.
Tuttavia a causa della loro fragilità o per esigenze di conservazione, alcune opere esposte non possono essere toccate direttamente o sono protette da vetro. Per questo è stato creato all’interno della mostra uno spazio speciale chiamato Laboratorio esperienziale. In esso, i visitatori possono sperimentare la metodica della Fondazione Catarsini: innanzitutto ascoltare la descrizione adattata dell’immagine, in italiano o in inglese. Questo approccio è pensato appositamente per trasmettere informazioni necessarie sull’aspetto dell’opera originale (misure, ambientazione, tecnica, colori), ma anche sulla reinterpretazione in alto rilievo scultoreo, permettendo a chi non può vederla, almeno di “immaginarla” prima di esplorarla tattilmente.
Quindi si può “leggere con le mani” un alto rilievo scultoreo che è stato realizzato dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona prendendo ispirazione da una delle opere di Alfredo Catarsini in mostra a Palazzo Sacrati Strozzi. L’alto rilievo è una riproduzione tridimensionale semplificata realizzata, nel nostro caso, in dimensioni originali, e il visitatore è guidato dal sonoro per orientarsi e comprendere l’immagine riprodotta.
In definitiva, i Laboratori esperienziali allestiti dalla Fondazione Catarsini offrono un’alternativa tattile per quelle opere che, per varie ragioni non possono essere esplorate tattilmente, garantendo comunque a tutti i visitatori la possibilità di interagire con l’arte attraverso il tatto e l’udito al fine di conciliare l’accessibilità con la conservazione del patrimonio artistico.
Catarsini e Pisa
La mostra vuole essere innanzi tutto un omaggio alle origini della famiglia di Alfredo Catarsini che, per parte di padre, erano pisane. C’è poi un ambito artistico: l’Artista espose a Pisa negli anni ’50 e ’60 ed ebbe contatti, legami e frequentazioni anche con i pittori della grande tradizione della costa nord ovest della Toscana suoi contemporanei. C’è infine un particolarissimo legame di tipo culturale con la città, poiché dal 1958 le opere di Catarsini entrarono a far parte del Catalogo delle Raccolte del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Istituto di Storia dell’Arte di Pisa, una raccolta pubblica di grafica contemporanea costituita da oltre 8mila opere su carta. Era stato lo storico dell’arte lucchese Carlo Ludovico Ragghianti a favorirne la crescita e la qualità, con un invito rivolto proprio nel 1958 ad artisti italiani e stranieri a collaborare alla Raccolta, che oggi costituisce parte fondamentale del Museo della grafica di Pisa.
INFO MOSTRA
Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina
mostra itinerante
Fino al 27.09.2025
Ingresso libero con accesso alla Torre Guelfa
Orario: GI e VE ore 16-19, SA e DO ore 10-13 e 16-19
Info tel. 342.1684031
Fortilizio della Cittadella
Lungarno Ranieri Simonelli, Pisa
www.fondazionecatarsini.com



