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Si sono conclusi al Museo delle Cappelle Medicee i lavori di manutenzione straordinaria

da | 13 Ottobre 2026

Si sono conclusi al Museo delle Cappelle Medicee, parte del gruppo Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello del Ministero della Cultura (MIC), gli interventi di conservazione e manutenzione straordinaria delle monumentali statue in bronzo di Ferdinando I e Cosimo II de’ Medici nella Cappella dei Principi. Contestualmente, un intervento di riallestimento, razionalizzazione e messa in sicurezza ha interessato i reliquiari provenienti dalla Cripta Medicea, trasferiti nel coro della Cappella e presentati al pubblico in una nuova configurazione espositiva.

Gli interventi si inseriscono nel più ampio programma di conservazione e messa in sicurezza che nel corso del 2026 ha interessato gli apparati monumentali, le superfici marmoree, gli arredi e le opere custodite alle Cappelle Medicee, attraverso attività di pulitura, controllo, consolidamento e periodica verifica dello stato conservativo.

“Intervenire su opere di tale rilievo significa assumersi pienamente la responsabilità della loro conservazione e della loro trasmissione alle generazioni future” ha spiegato il Direttore generale di GAMB Andreina Contessa. “Il restauro dei bronzi di Ferdinando I e Cosimo II restituisce forza e leggibilità a due capolavori che sono parte integrante dell’identità monumentale della Cappella dei Principi. Sono anche testimonianza virtuosa degli effetti positivi e concreti che l’Art Bonus apporta alla conservazione museale e siamo grati a chi ha reso possibile questo sostegno. Al tempo stesso, il riallestimento dei reliquiari consente di ricomporre con maggiore coerenza il rapporto tra le opere, la storia dinastica dei Medici e uno degli spazi più straordinari del nostro patrimonio. È questa la direzione che intendiamo perseguire: una tutela rigorosa, fondata sulla conoscenza, capace di tradursi in una valorizzazione consapevole e duratura”.

Cuore monumentale barocco del museo, la Cappella dei Principi fu concepita, da un’idea di Cosimo I, come luogo di glorificazione del ramo granducale della dinastia medicea. Caratterizzata dallo straordinario rivestimento in marmi policromi e pietre dure, sulle sei pareti laterali si susseguono i grandi sarcofagi celebrativi dei sovrani, sormontati dalle nicchie destinate ad accogliere le loro effigi monumentali in bronzo dorato.

Il progetto rimase tuttavia incompiuto: soltanto le statue di Ferdinando I, fondatore della Cappella nel 1603, e del figlio Cosimo II furono effettivamente realizzate. L’esecuzione venne affidata a Pietro Tacca (1577-1640), successore del Giambologna nel ruolo di scultore granducale, che lavorò ai due bronzi tra il 1626 e il 1634. La statua di Cosimo II fu conclusa nel 1631, mentre quella di Ferdinando I, rimasta incompiuta, venne portata a termine nel 1646 dal figlio Ferdinando Tacca (1619-1686).

Alte oltre tre metri e collocate nelle grandi nicchie al di sopra dei cenotafi, le due statue raffigurano i granduchi con gli abiti cerimoniali e le insegne del loro rango: la spada, la corona granducale, lo scettro e il ricchissimo mantello, il cui tessuto operato a rilievo è valorizzato dalla doratura.

L’intervento sulle due opere monumentali, per il tramite di Dimitrios Zikos, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione SCULPSIT di Basilea, che ha contribuito al progetto attraverso Art Bonus, lo strumento promosso dal Ministero della Cultura per favorire il mecenatismo a sostegno del patrimonio culturale pubblico.

L’attività conservativa si è resa necessaria a causa dell’accumulo di particolato e microinquinanti, che alteravano profondamente la percezione del materiale costituente e i valori cromatici così peculiari di queste due sculture.

Sulla statua di Ferdinando I sono state effettuate la depolveratura e una pulitura selettiva delle superfici, intervenendo anche sui precedenti strati protettivi. In alcune aree è stato necessario ricorrere a getti di vapore controllati per rimuovere i depositi inglobati nelle patine cerose più recenti. Per garantire una pulitura omogenea è stata temporaneamente smontata la corona: l’operazione ha permesso anche di individuare un lieve cedimento del sistema di ancoraggio della testa, successivamente posto in sicurezza. Al termine delle operazioni, le superfici sono state trattate con un nuovo protettivo ceroso.

Durante l’intervento, alcune indagini condotte con luce ultravioletta hanno inoltre premesso di evidenziare la diversa natura dei trattamenti superficiali protettivi, poi analizzati scientificamente al fine di orientare con maggiore precisione le operazioni conservative. Sono stati quindi prelevati piccoli campioni, destinati ad analisi di laboratorio, per approfondire la conoscenza dei materiali utilizzati nei precedenti trattamenti e orientare con maggiore precisione le operazioni conservative.

Per la statua di Cosimo II, già interessata da un più recente restauro nel 2015, le operazioni hanno riguardato principalmente la depolveratura e il controllo delle superfici. L’ottimo stato di conservazione del film protettivo preesistente non ha reso necessaria una nuova applicazione; in una zona circoscritta interessata da un’alterazione della lega si è proceduto alla rimozione del prodotto di corrosione e a un trattamento protettivo localizzato. L’intervento di rimozione dei prodotti di deposito e del protettivo alterato ha consentito inoltre di mettere nuovamente in evidenza le tracce di doratura che decorano in modo selettivo la mozzetta.

Accanto alla manutenzione dei due monumentali bronzi, il nuovo assetto della Cappella dei Principi si arricchisce con il riallestimento dei reliquiari provenienti dalla Cripta Medicea. Prima del trasferimento, i manufatti sono stati sottoposti a verifica dello stato conservativo, depolveratura, monitoraggio e piccoli interventi di riadesione delle parti instabili.  I reliquiari sono oggi esposti in tre delle vetrine originali precedentemente collocate nella cripta sottostante. Il riallestimento ha comportato una revisione delle precedenti disposizioni, con l’obiettivo di favorire una lettura più organica e unitaria dell’insieme. La nuova collocazione all’interno dell’abside della Cappella instaura inoltre un rinnovato dialogo tra questi preziosi oggetti della devozione dinastica e lo spazio monumentale destinato alla celebrazione della famiglia Medici.

Gli interventi sulle statue e il riallestimento dei reliquiari fanno parte di un’attività di cura continua del patrimonio del Museo delle Cappelle Medicee, che nel corso dell’anno ha coinvolto anche cenotafi, rivestimenti marmorei, vetrine, arredi e altri ambienti del complesso, nell’ambito delle attività di tutela e valorizzazione promosse dal gruppo Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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