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Rita Sabo torna in Italia con una nuova mostra personale

da | 10 Maggio 2026

Dopo due mostre di successo – la prima nel 2023 alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e la seconda nel 2024 al MAXXI di Roma – 

Rita Sabo torna in Italia con una nuova mostra personale – concomitante alla Biennale d’Arte di Venezia, curata da Tayfun Belgin, celebre storico dell’arte ed ex-direttore dell’Osthaus Museum Hagen.

L’impronta artistica distintiva colloca Sabo la tra le artiste più avvincenti del presente, profondamente coinvolta nella memoria culturale e nella percezione trascendente.

Da sabato 9 maggio, Palazzo Bembo a Venezia – storica residenza del XV secolo con vista sul Canal Grande e a pochi passi dal Ponte di Rialto – ospiterà Unison – The Fusion of High Cultures mostra multidisciplinare e multisensoriale di Rita Sabo, che esplora le interconnessioni tra diverse culture, civiltà e sistemi cosmici di conoscenza, i quali sono qui presentati come campi di coscienza profondamente intrecciati, capaci di influenzarsi continuamente e plasmarsi a vicenda nel tempo e nello spazio. Il nuovo progetto di Sabo si svolgerà nell’ambito della mostra biennale d’arte contemporanea “Personal Structures – Confluences 2026” organizzata dall’European Cultural Center Italy.

L’inaugurazione della mostra è prevista sabato 8 maggio alle ore 17 al Piano Nobile di Palazzo Bembo, Riva del Carbon 4793 a Venezia, alla presenza dell’Artista e del curatore Tayfun Belgin.

Da segnalare che il vernissage sarà preceduto giovedì 7 e venerdì 8 maggio dalle anteprime riservate esclusivamente ai media (dalle 14 alle 18 su appuntamento), e in particolare il 7 alle 15, dalla conferenza stampa con Alexander Reissle (Direttore di ArtReview) e Rita Sabo, e alle 16 dalla visita guidata alla mostra con la stessa Rita Sabo.

Uno dei momenti clou dell’inaugurazione sarà la consegna del Premio Speciale dell’European Cultural Center Italy a Rita Sabo, “Artista come Attivista”, quale riconoscimento della sua pratica artistica distintiva, che unisce in modo unico l’eccellenza artistica, la consapevolezza ambientale e un profondo impegno spirituale a sostegno delle sfide globali. Rita Sabo è stata selezionata dall’ECC per ricevere questo premio speciale che viene assegnato per la prima volta in assoluto.

Lucia Pedrana, Direttrice dell’European Cultural Center Italy, afferma: «L’impegno di Rita Sabo nei confronti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, come esemplificato attraverso il suo progetto Sacred Planet e il suo più ampio corpus di lavori, rappresenta l’essenza stessa di ciò che questo premio cerca di onorare. La pratica di Sabo dimostra come l’arte possa fungere da potente catalizzatore di consapevolezza, dialogo e cambiamento positivo nel nostro mondo».

La mostra sarà aperta ai visitatori fino al 6 settembre, con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10 alle 18, escluso il martedì.

Il concetto espositivo

Dall’idea di interconnettività nasce la mostra UNISON – The fusion of High Cultures come spazio di riflessione ed esperienza, in cui la cultura è percepita non come una sequenza lineare di epoche storiche, ma come un campo dinamico di risonanza tra microcosmo e macrocosmo. L’approccio di Rita Sabo libera le varie culture succedutisi nel tempo da prospettive isolanti di tipo nazionale o cronologico, esaminandone le interrelazioni. Quindici formazioni culturali – tra cui la sumera, egizia antica, Maya, celtica e buddista – emergono come campi di risonanza equivalenti: passato, presente e futuro convergono formando narrazioni gerarchiche che lasciano il posto a un continuum dinamico e vivo.

Il curatore Belgin commenta: «Unison: The Fusion of High Cultures crea uno spazio di simultaneità in cui le culture vengono vissute come campi risonanti piuttosto che come sequenze storiche. L’opera di Sabo unisce memoria, mito e pensiero olistico in un linguaggio artistico multidimensionale di notevole chiarezza e profondità».

«Il mio lavoro unifica civiltà antiche con visioni futuristiche – aggiunge l’Artista – e trasforma pittura e scultura in portali di frequenze. Ogni opera è un invito a entrare in una nuova realtà».

 

Le quattro sale

La mostra di Rita Sabo si svolge in quattro sale al primo piano di Palazzo Bembo. Ogni spazio evidenzia un aspetto distinto della sua pratica, pur mantenendo una narrazione coerente e una continuità atmosferica durante tutta la presentazione.

L’atrio d’ingresso si apre su otto dipinti di grande formato che generano un campo di risonanza interdimensionale. Le strutture frattali (figure geometriche che si ripetono ma di dimensioni diverse), i simboli codificati e i sistemi pittorici stratificati fungono da soglie per una modalità di percezione fondata sull’interconnessione. Al centro si trova l’insieme Entime – Transcendence in Union: quattro figure scultoree che si muovono attraverso dimensioni temporali, incarnando la trasformazione piuttosto che un’identità fissa.

La seconda sala, affacciata sul Canal Grande, è dedicata alle grandi civiltà. Le culture sumera, egizia, Maya e celtica, insieme alle tradizioni buddista, indù e taoista, si intrecciano con riferimenti mitologici quali Atlantide e Lemuria e con la conoscenza astronomica dei Dogon. Una rete filigranata di fili lega questi mondi pittorici, rivelando le loro interconnessioni polifoniche. Ogni costellazione collega una cultura a un punto di riferimento cosmico, come un sistema stellare.

Sulla parete opposta, a sinistra, le cosiddette culture portatrici – civiltà greca, ebraica, bizantina, araba e romana – appaiono come matrici fondamentali del presente, plasmando la filosofia, l’architettura, la scienza e i sistemi spirituali. Inserita all’interno di questo contesto, Sacred Planet funziona come un punto focale nella rete cosmica, dove storie, sistemi di conoscenza e influenze culturali convergono ed evolvono in un dipanarsi senza fine.

La terza sala è caratterizzata da una radicale riduzione al bianco e nero. Le stampe lenticolari e gli schizzi simbolici formano una matrice cartografica densa in cui vengono riattivati i codici archetipici. Al centro si trova una piccola Sacred Planet, la cui colorazione duplicata in 17 colori diversi è il riferimento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Essendo l’unico elemento cromatico, diventa il nucleo gravitazionale dello spazio.

Creato per la campagna #Art4GlobalGoals avviata dall’Ambasciatore Speciale dell’UNESCO Dr. hc. Ute-Henriette Ohoven, dopo l’anteprima alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, l’opera è stata presentata presso la sede dell’UNESCO a Parigi nel 2023, sottolineando l’impegno di Sabo in un quadro internazionale di responsabilità culturale. La sua struttura cromatica traduce l’equilibrio ecologico, la giustizia sociale e la diversità culturale in un’esperienza estetica diretta.

«Sacred Planet presenta la Terra come un insieme risanato – spiega l’Artista – in cui convergono diversità culturale, responsabilità ecologica e consapevolezza spirituale».

All’interno di questo lavoro diventa evidente la dimensione normativa della sua pratica: la fusione delle antiche civiltà si rivela una visione di responsabilità collettiva e di protezione della Terra.

La mostra si conclude con un ambiente immersivo e multisensoriale: le proiezioni caleidoscopiche, il suono e il profumo trasformano lo spazio in un campo transmediale in cui la percezione stessa diventa una modalità di conoscenza.

In UNISON – The Fusion of High Cultures, la storia culturale si svolge come una configurazione simultanea in cui origine e futuro convergono nel presente. La mostra propone una comprensione cosmologica della cultura, invitando gli spettatori a sperimentare l’interconnessione non solo intellettualmente, ma come realtà percettiva vissuta.

Biografia di Rita Sabo

Rita Sabo è nata nel Caucaso settentrionale ed è cresciuta multilingue a Gerusalemme, in Israele, e successivamente in Svizzera. Ha frequentato le scuole d’arte di Zurigo e Basilea prima di trasferirsi alla Invers School of Design di Olten, in Svizzera. Oltre alla sua forte passione per la pittura, ha poi completato un ulteriore percorso di studi in design di gioielli presso il Central Saint Martins College of Art and Design di Londra. Nel suo linguaggio visivo, l’artista poliglotta esplora il significato di simboli antichi nel contesto del nostro presente, creando uno spazio per la reinterpretazione. Il risultato è un’enciclopedia moderna di simboli che porta la firma di Rita Sabo, trasformando immagini mistiche e religiose del passato nel presente e trascendendoli nel futuro. Sabo ha trasformato artisticamente molti dei simboli oggi considerati obsoleti, rendendo nuovamente accessibile il loro valore simbolico per il XXI secolo.

Il fulcro del suo lavoro è Sacred Planet, simbolo della profonda interconnessione del destino umano nel tessuto cosmico. Riflette l’armonia e la connessione intrinseche all’eterno flusso della vita. In collaborazione con #Art4GlobalGoals e la YOU Foundation (un’iniziativa dell’Ambasciatrice Speciale dell’UNESCO, Dott.ssa h. c. Ute-Henriette Ohoven, per l’Istruzione dei Bambini Bisognosi), Rita Sabo ha creato una sinfonia visiva di 17 (+1) sculture del suo Sacred Planet, che rappresenta gli obiettivi globali di sostenibilità (SDG). Dopo il lancio presso la sede dell’UNESCO a Parigi, sono seguite altre tappe della serie di mostre, tra cui al Ludwig Museum di Coblenza e al MAXXI di Roma, e più recentemente al Museo Nazionale Bavarese di Monaco.

Rita Sabo è sposata dal 2020. La coppia vive attualmente a Vienna con la figlia Venezia.

INFO MOSTRA
Rita Sabo
Unison – The Fusion of High Cultures
a cura di Tayfun Belgin
09.05.2026 | 06.09.2026
Preview per i media GI 7.05 e VE 8.05 ore 14-18
Inaugurazione VE 08.05.2026 ore 17
Palazzo Bembo, Riva del Carbon 4793, Venezia
Ingresso gratuito
Aperta da ME a LU ore 10-18
www.ritasabo.de
www.oncevents.com/home
info@oncevents.com

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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