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CENERENTOLA L’Arte, la scienza e la conoscenza – Teatro della Pergola

da | 6 Aprile 2026

 

TEATRO DELLA PERGOLA

CENERENTOLA
L’Arte, la scienza e la conoscenza 

    Una riscrittura della fiaba che tutti conosciamo, per dare forma a una Cenerentola intesa come “Utopia che si può realizzare”, “vita piena”, come “vita senza paura. Quarto capitolo di una lunga saga cominciata 10 anni fa, Cenerentola – L’arte, la scienza e la conoscenza è opera della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Leone d’Oro alla carriera, per la prima volta in stagione al Teatro della Pergola il 9 e 10 aprile (giovedì, ore 19; venerdì, ore 21).

 Fondata da Armando Punzo nel 1988, La Fortezza è una delle compagnie di ricerca teatrale più note e premiate al mondo, e la più longeva esperienza d teatro professionale all’interno di un istituto penitenziario.

 Cenerentola, nella visione di Punzo, incarna l’uomo, la donna, la pianta, l’animale: è sé stessa e, allo stesso tempo, oltre sé stessa. Rappresenta il principio vitale che genera vita, la curiosità che spesso dimentichiamo di esercitare, la forza in divenire che ci sostiene. La cenere che la ricopre non è simbolo di miseria, ma di un mondo che brucia per far posto a uno nuovo, un punto di fuga per un’azione che sconvolge il canone e apre a nuove prospettive.

 L’arte, come Cenerentola, possiede mille potenzialità che si manifestano a contatto con il mondo. Non deve preoccuparsi di sentirsi utile, anche quando la solitudine dell’artista può essere disperante.

 Cenerentola ha in sé tutte le possibilità, è uomo, donna, pianta, animale, è sé stessa e allo stesso tempo oltre sé stessa. È acqua, terra, fuoco, aria, è stella in un universo di stelle lucenti e pianeti spenti, abbandonati questi ultimi, a specchio con noi, al loro solitario inutile vagare e girare su sé stessi. Ma non lo sa ancora, non le si è ancora rivelata quella fenditura del reale che la porterà lontano da ciò che è stata indotta a pensare di essere.

Questi pianeti ci assomigliano, ne abbiamo un vago sentore in noi che non afferriamo fino a quando una visione non ci libera da noi stessi. Lei non pensa, è. È noi, desiderosi di andare oltre noi. È il principio vitale che genera vita, guarda alla vita ed è per la vita senza nessuna fatica. È la curiosità che dovremmo avere e che dimentichiamo di esercitare, è la forza in divenire che ci sostiene e che tradiamo. È la vita piena. I nostri pensieri, invece, per lo più ordinari, ci proiettano in terra, ci legano. La ricerca è fuori dal cerchio dell’ovvietà. Cenerentola non sa ancora che la cenere che la ricopre è quella di un mondo che brucia per far posto ad un altro, svanito in volute di fumo grigio. Quello che resta di questo quadro è punto di fuga per un’azione insensata, che sconvolge il canone interiore ed esteriore, è l’esplosione, è la fusione iniziale, la caduta degli dei e il sorgere di un uomo nuovo; porta d’accesso al possibile di un’esistenza rinnovata. Fuga in avanti, proiezione delle mille possibilità dell’uomo che si raccordano grazie ad altre Cenerentole, umanisti e scienziati, che sognano ad occhi aperti il davanti a loro.

Ernst Bloch è il teorico del sogno ad occhi aperti, tratta l’utopia come il possibile concreto che si può raggiungere, il non ancora esistente che si può realizzare a costo di perdere noi stessi, di mettere in atto una trasformazione che confligge con quelle che sembrano verità inscalfibili. L’utopia è la verità della vita possibile e libera, della vita che cerca l’umano nell’uomo, citando Vito Mancuso. Il quadro iniziale in cui è inserita Cenerentola ha i colori dell’arrendevolezza, quelli rassicuranti in cui tutti possono sentirsi rappresentati, quelli che ci inducono ad amarla senza conoscerla perché riconosciamo in lei la nostra condizione di uomini umiliati, sviliti, arresi, da noi stessi nel nostro essere matrigna, figlie e figliastra. La narrazione della sua misera esistenza sembra essere l’unica realtà possibile, quella senza scampo di una vita già scritta che viene da lontano e che proietta nel futuro il suo limite, la stessa che intuiamo in noi e per noi, anche se noi sappiamo che possiamo eccedere, ma abbiamo timore di frequentare i limiti della nostra esistenza.

Ma nel riconoscere questa Cenerentola, sveliamo in noi il bisogno di alterità che chiamiamo arte, poesia, filosofia, bellezza, scienza, in un connubio che ci riporta alle origini delle domande dei primi filosofi sul mistero della vita e del mondo. Cenerentola nel nostro specchio deformato è arte che non si arrende, pensiero scientifico senza limiti, è possibilità del bene, dell’amore, della felicità. Un artista può assecondare il paradigma del suo tempo, può assumere in sé l’intero universo culturale in cui sente di essere immerso (come in una prigione invisibile), oppure opporsi perché in questo sente il suo limite e il limite imposto all’uomo. Il male si manifesta nella accettazione distratta dell’esistente, del così è nella forma non consapevole della propria condizione, nell’ignoranza del proprio essere e del limite che subisce.

L’arte non dovrebbe ridursi a mendicare accettazione, accoglienza e funzioni, non dovrebbe recedere dalle sue prerogative rivoluzionarie per compiacere un mondo, la società, e uomini che sentono minacciate le proprie certezze. Dovrebbe essere la favola del possibile. Dovrebbe essere la Cenerentola dalle mille potenzialità che si manifestano a contatto con il mondo. Non dovrebbe preoccuparsi di sentirsi utile, anche quando lo stato di solitudine assoluto può diventare disperante per l’animo dell’artista e tutto sembra contrario alle sue forze. La verità di una visione – se si tratta di una visione libera da tali inganni e legami – è tale da creare buchi nella realtà, squarciare veli spessi di secoli, spazzare via credenze, offrire, per necessità incarnata, prospettive di crescita, allargamento di coscienza e emancipazione dell’uomo.

 Armando Punzo

 

Perché vederlo?      Un inno alla vita che resiste, cresce e si reinventa, anche tra le macerie di ciò che eravamo.

con

Ciro Afeltra, Elisa Betti, Isabella Brogi, Valentin Bucur, Maxwell Caratti, Biagio Cipparano, Paul Andrei Cocian, Giovanni Colombo, Pasquale Concas, Salvatore Costantino, Lucio Di Iorio, Maurizio Diotallevi, Vitale Esposito, Viola Ferro, Tiago Martins Ghilli, Francesco Guardo, Abbassamad Karim, Bashik Khalif, Nik Kodra, Patrik La Comare, Antonio Lanzano, Alessandro Lorena, Mbaresim Malaj, Davide Mannara’, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Luca Matarazzo, Tun Oo Nay Bustos, Nunzio Proscia, Armando Punzo, Andrea Salvadori, Ivan Savic, Francesca Tisano, Fabio Valentino, Tommaso Vaja, Stefano Vezzani

musiche originali e disegno sonoro Andreino Salvadori

scene Alessandro MarzettiArmando Punzo

costumi Emanuela Dall’aglio

movimenti Pascale Piscina

disegno luci Andrea Berselli

aiuto regia Laura Cleri

assistente alla regia Alice ToccacieliViola Ferro

collaborazione alle scenografie Luca Dal PozzoAbd Al Monssif Abd ArahmanKarim AbbassamadGiovanni ColomboFelice Di SiminePietro FavasuliSantoro FavasuliPatrik La ComareAlessandro LorenaAntonio NoceraMirko PettinelliZakaria SafriAnnalisa NanganoFederica RicchioBianca Rongone

assistenti ai costumi Ilaria StrozziSara FazioRomeo Bogdan ErdeiNay Bustos TunnooPasquale ConcasLuigi FontanaMassimiliano QuartaroneAntonio SaracinoGiuseppe TerzoCarlotta BruschiEva DettoriMarta GalbiatiLudovica Gavioli

attrezzista Luisa Raimondi

assistenti volontarie Giulia BattagliniMargherita Frignati

collaborazione drammaturgica Elisa BettiLaura CleriPaul CocianViola FerroRossella MennaFrancesca TisanoAlice Toccacieli

collaborazione artistica Silvia BertoniIsabella BrogiAlessandro CiampiniAdriana FollieriDaniela MangiacavalloMarco Gino Eugenio MarziEden TosiElena Turchi

direzione tecnica Andrea Berselli

capo macchinista Viviana Rella

programmazione luci Eva Bruno

suono Alessio Lombardi

direzione organizzativa generale Cinzia de Felice

coordinamento attività centro nazionale teatro e carcere Eva Cherici

responsabile amministrativo Elina Sansoni Pellegrini

responsabile attività formative Marzia Lulleri

segreteria e contabilità Giulia Bigazzi

ufficio stampa PepitapuntocomRossella GibelliniAnna Maria Manera

foto Stefano Vaja

documentazione video Nico RossiGabriele Ciandri

 

produzione Carte Blanche ETS/Compagnia della Fortezza, Teatro della Toscana

con il sostegno di MIC, Regione Toscana, Comune di Volterra, Ministero della Giustizia Casa di Reclusione di Volterra, ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra

 

Teatro della Pergola

Via della Pergola 18/32, Firenze  Tel 055.0763333

biglietteria@teatrodellapergola.com

 Biglietti

Platea € 37 – Palco € 30 – Galleria € 21  –  Ridotto over 65, convenzioni

Platea € 34 – Palco € 27 – Galleria € 19

Ridotto soci Unicoop Firenze

Platea € 31 – Palco € 25 – Galleria € 19   –   Ridotto under30, abbonati

Platea € 31 – Palco € 25 – Galleria € 19

 

I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.

 

Le riduzioni over 65 e under 30 sono valide per le recite dal martedì al sabato.

La riduzione soci Unicoop Firenze è valida per le recite di mercoledì e giovedì.

Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.

Consulta le convenzioni aggiornate sul sito web.

 

Biglietteria :   Aperta dal lunedì al sabato, ore 10 – 20

È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.

Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket

— Ufficio stampa  –Fondazione Teatro della Toscana

Via della Pergola 12/32 – 50121 Firenze 

055 2264347
stampa@teatrodellatoscana.it

Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista

Carla Cavicchini è una giornalista free lance che lavora a Firenze, che ha maturato una solida esperienza nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Con il suo stile chiaro e diretto, Carla si distingue per la capacità di raccontare le storie più umane e attuali, unendo rigore giornalistico a una spiccata sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate e ha partecipato a eventi e convegni di rilievo, lavorando a stretto contatto con professionisti del settore – tra cui registi e docenti universitari – che le hanno permesso di approfondire tematiche culturali, sociali e artistiche.

Nel suo blog, Carla condivide analisi, interviste e riflessioni che offrono uno sguardo critico e personale sulla realtà contemporanea, mettendo sempre al centro l’importanza di un’informazione etica e responsabile. Grazie a una costante ricerca di aggiornamenti e alla passione per il giornalismo, è riuscita a costruire un percorso professionale riconosciuto per l’attenzione al dettaglio e la capacità di cogliere le sfumature di ogni storia.

Questa esperienza e dedizione la rendono una voce autorevole e apprezzata nel panorama giornalistico, capace di coniugare professionalità e impegno civile a beneficio dei suoi lettori.

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